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Dimmi chi sei e ti dirò come scrivere

Mi ci erano voluti un treno, una metropolitana un po’ puzzolente, un autobus coi sedili rotti e 23 minuti di camminata per arrivare lì.

Nonostante questo, ero tremendamente felice.

Mia madre sapeva che ero a scuola, al sicuro. Soltanto la mia amica Miriam sapeva dov’ero, lei non mi avrebbe mai tradita.

Ero una brava bambina, sul serio. Cercavo di non rappresentare un peso per la mia famiglia e mi arrangiavo a fare tutto senza chiedere aiuto. Ma a Napoli, da sola a 11 anni, non mi ci avrebbero mai mandata.

Solo che io dovevo andarci per forza. Avevo già 11 anni e per diventare una scrittrice di successo, chissà quanti altri ne sarebbero serviti.

Avevo 11 anni ed ero una brava bambina, solo che qualche volta ero costretta a dire delle bugie. A fin di bene, si intende.

Con i pochi soldi che ero riuscita a racimolare nei mesi precedenti, avevo finalmente raggiunto il gruzzolo necessario a pagarmi la mia prima lezione di scrittura: “come scrivere un romanzo”, si chiamava così, ricordo.

Durante il viaggio in treno ero un po’ spaventata, da sola in mezzo al mondo, con i miei occhiali grandi e il mio viso tondo.

Mentre mi guardavo intorno con aria curiosa e un po’ impaurita (forse), mi convinsi che dopo quel corso sarei riuscita a scrivere il mio primo romanzo.

Prima o poi avrei anche detto a mamma la verità. Quando sarei diventata abbastanza ricca, insomma.

Arrivai in un’aula con i muri un po’ grigi, l’odore di muffa mi fece dilatare le narici ma nessuna espressione di disgusto apparve sul mio volto: quando sei felice forse non riesci ad imbronciarti neanche se intorno è tutto buio e sporco.

Ed è anche vero che con le guance che mi ritrovo, non potrei fare un’espressione imbronciata neanche se volessi.

In ogni caso ero lì, con la mia penna a forma di orsetto, in attesa che il maestro iniziasse a parlare, pronta a riempire di appunti il mio quadernone rosa coi brillantini che mi aveva comprato nonno Fabrizio qualche giorno prima.

  • E tu che ci fai qui? Ti sei persa?
  • Io veramente – le mia guance paffute e rosse non nascosero l’imbarazzo – sono qui per il corso di scrittura.
  • Ma non sei un po’ troppo piccola?
  • Non lo sono, signore.

Scoppiò a ridere e divenni il suo bersaglio per quasi tutta la lezione. Come se essere una bambina significasse non avere sentimenti.

E i leccaculo dei miei compagni di corso, poi, che gli davano pure corda? Stupidi adulti. 

Quel corso non era interattivo, come altri a cui ho partecipato dopo. Lì dovevi solo ascoltare, nessuno avrebbe scritto niente. E soprattutto, non avrei potuto far cambiare idea al mio insegnante attraverso l’arma più potente che avevo: la penna. Nessuno avrebbe letto ciò che avrei scritto e invece io ci speravo proprio. Cosa non si fa per avere un po’ d’approvazione.

Tornai a casa dopo aver speso tutti i miei soldi, che con fatica avevo messo da parte, per niente soddisfatta del corso.

Avevamo parlato di inizi, di personaggi, di ambienti. Tutte cose che avevo già letto nei libri di Baricco che mi erano stati dati in prestito. Speravo in qualcosa di più.

Ma non lo dissi all’insegnante. Non sarebbe stato educato. E io non sono brava a dare feedback negativi alle persone.

Ho sempre paura di ferirle e a volte sono anche un po’ buffa perché il mio disagio è piuttosto evidente.

Una cosa, una sola, però mi rimase impressa. Una frase che il docente disse guardandomi dritto negli occhi.

“Per scrivere una storia non dovete creare una storia. Dovete creare un personaggio.”

Quel giorno provavo un mix di delusione, rabbia, vergogna e frustrazione. Delusione, per aver creduto in un maestro che si è rivelato uno stupido arrogante, insensibile e senza cuore. Rabbia, perché gli dèi solo sanno quanta fatica m’era costata mentire a mia madre, viaggiare da sola per arrivare in un posto così lontano e racimolare quei soldi, che poi a casa di soldi non ce n’erano.

Vergogna, perché quei soldi avrei potuto usarli per comprarmi alcune cose di scuola, per gravare meno sulle spalle di mia madre.

Frustrazione, perché il mio sogno più grande era appena stato infranto. Brutalmente e (quasi) senza possibilità di recupero.

Per fortuna però sono terribilmente caparbia, quindi la mia prima esperienza con la scrittura, sebbene non sia stata delle migliori, non è stata neanche l’ultima.

Una piccola Roby si è inscritta ad un mucchio di altri seminari sulla scrittura poi, e alcuni facevano pure più schifo del primo.

Ho investito denaro e tempo in studi sbagliati, autori sbagliati, guru sbagliati, uomini sbagliati.

Per fortuna m’è bastato trovarne quattro o cinque giusti perché tutto cominciasse ad andare per il verso giusto.

Una cosa, però, dal mio primo corso di scrittura l’avevo imparata. Forse due.

La prima, è che gli adulti mi fanno ribrezzo. Sono insensibili e non sono neanche così bravi a scrivere.

La seconda, è che per le mie storie avrei dovuto creare dei personaggi.

E nel marketing?

Oltre che in narrativa, l’utilizzo dei personaggi è una parte fondamentale nella costruzione del marketing per PMI.

In particolare, Dan Kennedy sostiene con una certa fermezza che è facilissimo copiare un prodotto, un business model e perfino un piano marketing.

Ciò che però non potranno mai copiarti, è il tuo personaggio. Ed è questo che rende la creazione del personaggio una delle cose più importanti che dovrai fare per il tuo business.

I miei studi di narrativa si sono rivelati estremamente utili quando ho dovuto imparare a creare personaggi per i miei clienti. In questo articolo ti spiegherò i punti chiave della creazione di un personaggio che sia irresistibile per i tuoi clienti.

Chi sei?

La prima cosa importante per la creazione del tuo personaggio, è la costruzione della tua storia d’origine. Per farlo, è necessario che tu risponda alle domande: quando hai iniziato a fare quello che fai, in che modo è successo e soprattutto perché.

Le persone si immedesimeranno nel tuo personaggio e si affezioneranno a te se sarai in grado di narrare le sfide e gli ostacoli che hai dovuto affrontare per portare avanti la tua impresa.

La storia d’origine è il gancio che permetterà ai tuoi clienti di affezionarti a te. Dovrai spammarla ovunque, divulgarla su internet, attraverso la newsletter, nel libro, nei video, negli eventi dal vivo. OVUNQUE. Devi ripeterla allo sfinimento.

La mia storia d’origine, ad esempio, puoi trovarla in Copy 3D, la mia newsletter all’interno della Copy Academy, in svariate mie pubblicazioni, all’interno di Certificopy e anche in Copy Comics.

Eroe riluttante o eroe determinato?

A questo punto dovrai scegliere se essere un eroe riluttante o un eroe determinato. Dovrai scegliere se raccontarti come uno che ha sempre saputo cosa voleva, o se magari non era poi così convinto della sua missione, che ci s’è ritrovato, diciamo.

Individua i tuoi punti deboli e rivelali all’interno delle tue varie narrazioni

Ora, non è raro che qui le persone, specie gli imprenditori, comincino a chiedermi “e perché dovrei di i punti debbboli aò, io nun ce l’ho i punti debbboli, io so tutto fico”.

E io ti credo tantissimo.. MA, ricorda che alle persone piace tifare per i più deboli. 

Ultimamente sono in fissa durissima per un telefilm Netflix dal titolo “La casa di carta”, dal quale ho tratto un dialogo che spiega più che bene il concetto. Te lo mostro tra poco.

Un gruppo di delinquenti decidono di fare la rapina del secolo, organizzando tutto con una dovizia di particolari al limite dell’incredibile.

Tra le varie cose di cui tengono conto, è l’importanza di tenere l’opinione pubblica dalla loro parte. E in che modo decidono di farlo? Scoprendo i punti deboli.

Il dialogo che ti riporto è avvenuto qualche giorno prima della rapina, quando i malviventi stavano architettando il colpo, capitanati dal Professore.

Professore: Vi piace il calcio?

Immaginate una partita di calcio.

Una partita di calcio del mondiale.

E stanno giocando il Brasile contro il Camerun.

Chi vince?

Scusate. Meglio, diciamo così: chi vorreste che vincesse?

Mosca: Vincere, vince il Brasile. Però io tiferei Camerun. Sicuro.

Professore: Camerun.

Nairobi: Camerun, Camerun.

Denver: Camerun tutta la vita.

Professore: Se notate, istintivamente l’essere umano sempre, SEMPRE prende le parti dei più deboli. Dei perdenti. Quindi se noi mostreremo al mondo le nostre debolezze, le nostre ferite, che siamo sul punto di arrenderci… susciteremo una grande commozione.

Mosca: A parte i brasiliani, credo che chiunque al mondo tiferebbe Camerun.

Professore: Compreso anche qualche brasiliano.

Nairobi: O brasiliana!

Professore: …o brasiliana.

Ora capisci perché nascondere i tuoi punti deboli, non è poi una mossa così scaltra?

Il nemico del mio nemico è mio amico

È molto importante che individui in nemico contro il quale scagliarti IN DIFESA dei tuoi clienti.

Questo passaggio è molto importante. Devi individuare un nemico che i tuoi clienti odiano e al quale danno la colpa dei loro fallimenti. Scagliandoti contro di lui, prenderai automaticamente le loro difese. E la gente ama sentirsi difesa. Protetta.

Compi dei miracoli

Ora, tutto fico eh, la storia di mostrare le ferite, i punti deboli e tutte quelle cose romantiche lì… però non dimentichiamoci di compiere dei miracoli.

Devi riuscire a compiere azioni straordinarie, altruistiche, importanti e assolutamente fuori dal comune.

Hai risolto degli enormi problemi ad alcuni tuoi clienti? Grandioso, raccontalo.

Superpoteri

Flash: Qual è il tuo superpotere?

Bruce Wayne: Sono ricco.

Ora, magari noi non siamo fichi come Batman e realisticamente nemmeno come nessun altro dei supereroi di Justice League.

Ma secondo me ci sono quelle quattro o cinque cose che sappiamo fare molto meglio della media delle persone. Ed è su quelle che dobbiamo puntare.

Magari lavoriamo instancabilmente, abbiamo agganci che ci permettono di scoprire cose che gli altri non sanno. Oppure la nostra grande e durissima missione è quella di divulgare la verità.

Leggi, regole e linguaggio segreto

Ora non ti resta che creare una setta!

Dopo aver creato il tuo personaggio, devi condire il tutto attraverso delle regole alle quali i tuoi clienti devono sottostare se intendono lavorare con te. Devi lanciare i tuoi messaggi polarizzanti che non dovrai mai ritrattare e, magari, trovare anche un linguaggio segreto che farà sentire i tuoi clienti parte di un club esclusivo.

Aneddoti e Parabole

Qual è il modo migliore per far conoscere a tutti il tuo personaggio?

Ma è ovvio: attraverso le storie!

E non esistono storie più potenti degli aneddoti e delle parabole per svolgere questo arduo compito.

Gli aneddoti sono scene di vita vissuta, alla quale aggiungerai una morale di vendita. Naturalmente ne vanno scritti tantissimi, continuamente. Devi condire di aneddoti i tuoi materiali di marketing, e negli aneddoti deve trasparire il tuo personaggio in maniera chiara.

Cosa ho fatto io all’inizio di questo articolo?

Ho usato un aneddoto per introdurti l’argomento “Personaggi”. Fico, eh?

Le parabole sono invece storie di vita reale, non nostre, vere o inventate, e anch’esse contengono una morale di vendita.

Sei pronto a diventare un supereroe?

Ora, già grazie a questo articolo hai moltissimi strumenti per costruire un personaggio fichissimo. 

Ma se vuoi approfondire l’argomento e diventare sempre più bravo nel copy, non dovresti perderti nessuno dei miei articoli.

Men che mai, quelli dei miei bravissimi colleghi, che insieme a me tengono ogni mese delle rubriche dedicate al copywriting all’interno della rivista Merenda Monthly – l’unico mensile dedicato ai piccoli imprenditori che fanno grande l’Italia.

Non perderti neanche un mio pezzo e abbonati cliccando sul pulsante qui sotto.

Ci vediamo tra le pagine del magazine.

Roberta

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