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Siamo tutti bravi marinai quando il mare è calmo

Stiamo vivendo un periodo epocale, un periodo che segnerà un solco nella storia che in nostri posteri guarderanno con molta attenzione. 

Nonostante io stesso abbia oltre vent’anni di esperienza professionale non avrei mai immaginato di trovarmi in una situazione di lockdown economico totale.

Mai avrei pensato che il sistema economico potesse rallentare e fermarsi. Mai avrei pensato che le aziende potessero inchiodarsi e che i consumi rallentassero al limite della sopravvivenza “alimentare”. 

Tutto ciò ci sta insegnando e sta mettendo a nudo la nostra fragilità come genere animale, in questo periodo non siamo più i padroni onnipotenti del mondo e rimaniamo chiusi in casa in attesa che tutto passi. 

Tutto ciò sta anche mettendo a nudo la fragilità del nostro sistema economico e in particolare delle nostre aziende. Basta un mese di stop e la maggior parte delle PMI non ha i soldi per pagare l’affitto o i dipendenti. 

Basta un mese di stop e gli imprenditori sono costretti a chiedere il sussidio di 600 euro per sopravvivere. Queste sono cose che devono far meditare su ciò che stavamo costruendo e soprattutto su ciò che dovremo costruire in futuro. 

Oggi – e sicuramente domani – c’è solo una categoria di aziende che avrà un futuro: le aziende costruite su un principio di solidità. 

Questo è un momento di chiarezza interiore che gli imprenditori devono sfruttare per pianificare le prossime attività con una visione chiara di ciò che sarà necessario costruire. Stiamo imparando che le turbolenze sono pericolose, stiamo imparando che le crisi mondiali e nazionali non sono eventi che capitano una volta al secolo, ma hanno una cadenza decennale. 

Forse ciò che sta accadendo ora ci sta anche insegnando che crisi di questo tipo avranno una periodicità sempre maggiore e dovremo farci trovare pronti.

Ritengo che la ripartenza sia come una gara a cinque anni perché tra cinque anni ci sarà un’altra crisi, di altra natura ma ci sarà. 

Come dovremo farci trovare pronti questa volta? Il mio obiettivo è sempre stato quello di aiutare gli imprenditori a leggere i numeri per far crescere le loro attività e in questo momento più che mai vale il detto: “un mare calmo non ha mai fatto un buon marinaio”. In sostanza la capacità di un buon marinaio si vede solo durante la tempesta come pure la solidità di una barca.

Oggi siamo in una situazione di mare piatto senza vento e senza onde e all’orizzonte si vedono le nuvole che stanno arrivando. Arriverà un momento di turbolenza e proprio in quel momento si vedrà chi sono i marinai esperti e le navi che sopporteranno il peso delle onde. 

In quel momento gli imprenditori che saranno pronti e avranno le idee chiare saranno gli unici che usciranno vincitori dalla tempesta e saranno padroni del mare. 

Gli imprenditori avranno bisogno di avere certezze sulla solidità e sulla capacità strutturale della propria azienda e dovranno avere a bordo solo marinai esperti e coraggiosi. 

Sicuramente coloro che hanno lavorato bene in questi anni e hanno saputo gestire con oculatezza ed intelligenza le loro risorse avranno a disposizione una nave solida e potente. Sicuramente coloro che hanno formato il proprio personale in modo costante e hanno saputo mettere ordine alla modalità gestionale di condurre le attività avranno a bordo marinai validi. 

Sicuramente coloro che hanno redatto piani strategici di marketing sanno in quale direzione andare e quali sono i porti più sicuri e vicini su cui dirigersi.

In questo momento come mai nella storia contano le certezze e personalmente c’è una cosa che più di tutto mi dà certezza quando devo prendere decisioni vitali: i numeri.

Ma quali numeri dovrei guardare in questo periodo? 

Come sappiamo, il bilancio è composto da tre documenti: conto economico, stato patrimoniale e rendiconto finanziario. I tre documenti danno informazioni diverse che sono più o meno utili in un determinato momento storico di vita dell’azienda. 

Non sono un marinaio, ma penso che durante una tempesta ci saranno dei valori che sono più importanti di altri e ci sono comportamenti diversi da tenere. 

Uno su tutti è che non ci si può fidare delle fonti classiche di informazione, ma bisogna andare a fondo per accertarsi di persona che i numeri forniti siano precisi e accurati. 

Ad esempio, in periodi normali quando all’imprenditore viene fornita la lista dei crediti verso clienti si guardano solo quelli scaduti e non incassati, magari solo quelli scaduti da oltre un mese; tanto il cliente si prende sempre qualche settimana dopo la scadenza. 

In tempesta si deve cambiare modalità, un giorno di ritardo potrebbe essere un segnale di mesi di ritardo; settimane di ritardo potrebbero voler dire un insoluto e una perdita su crediti. In caso di ritardo il cliente deve essere contattato immediatamente per valutare seduta stante la situazione. 

Le situazioni aziendali però sono le più disparate e ognuna deve essere gestita con una strategia e priorità diversa. 

Non è più un videogame di cui eravamo diventati esperti e ci stavamo divertendo. 

Oggi tutti gli imprenditori si trovano a giocare in un sistema totalmente nuovo, che ha regole totalmente diverse ed è ambientato in un luogo ad oggi sconosciuto. È  un videogioco appena uscito, che non abbiamo mai visto e dove tutti noi ci troviamo ad inserire i nostri gettoni per re-imparare come comportarci e dobbiamo farlo molto velocemente. Servono nuove abilità per avanzare nel gioco e sopravvivere.

In questi giorni tutte le aziende stanno valutando di avvalersi delle agevolazioni statali che consentono alle aziende di indebitarsi con garanzia dello Stato. 

Questo è sicuramente apprezzabile, sebbene non dobbiamo dimenticare che la maggior parte delle imprese dovrebbero sopravvivere in ogni condizione a qualsiasi avversità. 

In particolare, la solidità di cui vi ho parlato la possiamo identificare e quantificare nella sezione di bilancio dedicata allo Stato Patrimoniale. Questa sezione identifica la quantità di patrimonio e di risorse che l’imprenditore ha investito quando ha costituito la società e identifica gli utili che non si è prelevato durante la vita dell’impresa. 

Il valore del patrimonio è un concetto quantitativo che viene espresso in euro, ma è anche un concetto qualitativo. 

In periodi di turbolenza economica è importante la solidità, ma anche la flessibilità. Questi sono termini delicati che gli imprenditori devono ben capire: solidità non va confusa con rigidità. Come combinare solidità e flessibilità che sembrano l’uno il contrario dell’altro? 

La solidità di una azienda viene misurata con diversi parametri che devono essere equilibrati: misurare la solidità significa misurare l’equilibrio tra fonti e impieghi.  

L’imprenditore che fa investimenti strutturali (capannoni, uffici, macchinari, attrezzature) deve farlo o con il proprio patrimonio o con debiti bancari a medio lungo termine. 

Più utilizza il proprio patrimonio più è solido, più utilizza debiti bancari più diventa dipendente dal sistema bancario, più utilizza fidi di cassa più diventa debole.

Il cruscotto di un imprenditore deve dimostrare in modo scientifico la propria solidità ed indipendenza dal sistema bancario. 

Il piano imprenditoriale deve avere l’obiettivo di costruire un’azienda solida ed indipendente. Oggi come non mai le aziende che non hanno debiti con le banche possono attraversare la tempesta con più tranquillità. Nel caso non avessero avuto il loro patrimonio, ma avessero fatto dei mutui o finanziamenti a medio lungo termine, potrebbero godere del bonus concesso dal videogioco attivando la clausola della moratoria e quindi potrebbero congelare le uscite finanziarie fino a quando la tempesta non sarà passata.

Coloro che invece hanno fatto investimenti a leva bancaria a breve avrebbero una falla di liquidità nel loro sistema che difficilmente potrebbe essere sanata immediatamente. 

Il cruscotto di un imprenditore dovrebbe anche dimostrare in modo scientifico la flessibilità. La flessibilità si misura con la capacità dell’azienda di cambiare modalità produttive e poter calibrare le quantità produttive ed il fatturato mantenendosi sempre in territorio di pareggio di bilancio (Break Even Point). 

Il cruscotto deve contenere il calcolo preciso del fatturato minimo aziendale di pareggio ma deve anche mettere sotto stress il conteggio. 

Posso costruire un modello di business rigido e immodificabile tale per cui in caso di crisi non posso modificare la struttura dei costi; la conseguenza è che quando si presenta un calo di fatturato improvviso l’attività è destinata a crollare a picco. 

L’imprenditore deve quindi guardare la propria azienda e la propria struttura di costi immaginando un determinato livello minimo di fatturato, ma deve sempre avere un piano B in caso di emergenza. 

In termini di navigazione è come se durante la tempesta o in attesa che arrivi potessi alleggerire la barca eliminando i pesi in eccesso. 

La flessibilità significa proprio essere in grado di mantenermi in situazione di galleggiamento (pareggio di bilancio) in ogni situazione meteorologica di mercato.

Mi rendo conto che raggiungere questi obiettivi non sia assolutamente facile ma d’altronde “siamo tutti bravi marinai quando il mare è calmo”. 

 

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