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Scopri se le tue campagne ti stanno facendo guadagnare o perdere soldi

Le campagne di marketing sono parte essenziale della strategia di successo di un’azienda.

E tu, che sei un imprenditore, lo sai molto bene.

Ma ti sei mai chiesto se le tue campagne stanno portando effettivamente i risultati sperati?

Non sto parlando di like e di impression, che nemmeno considero perché sono vanity metric completamente inutili a chi fa impresa in maniera seria.

Voglio proprio sapere se stai tenendo sotto controllo le conversioni della campagna marketing che hai in corso adesso.

Se la tua risposta alla domanda è un semplice: “Non lo so”, sappi che sei in ottima compagnia.

Anzi, il tuo è un problema molto frequente tra gli imprenditori, che non riescono mai a rendersi conto se le campagne attivate stiano effettivamente portando i risultati sperati, dunque clienti e guadagno, o se invece siano in perdita.

Tu che leggi questa rivista sei un imprenditore illuminato: hai capito l’importanza delle campagne, ma non essendo un “tecnico dei computer” non riesci a valutare se i soldi che stai spendendo ti torneranno raddoppiati, oppure saranno “gettati al vento”.

Soprattutto, non hai alcuna idea di come fare a saperlo.

Ma non è colpa tua, e probabilmente rientri in questi due casi:

  1. le tue campagne sono state affidate a consulenti esterni, che forniscono dei report poco chiari (quando va bene), o addirittura non ti fanno sapere nulla e si limitano a mandarti la fattura da pagare;
  2. stai gestendo internamente all’azienda le campagne di marketing, ma non riesci a interpretare gli strumenti di reportistica, come ad esempio quello di Google Analytics. D’altronde, non sei un tecnico del web e sei autorizzato a non capirci molto tra grafici di ogni genere, forma e numeri vari.

Ma questa situazione deve essere risolta. Come?

Nel mondo perfetto e ideale, chi gestisce le campagne dovrebbe sempre predisporre per l’imprenditore un report chiaro, facile da leggere, in cui vengono messi in evidenza solo i numeri importanti, senza nasconderli in lunghe tabelle illeggibili o in veri e propri muri di testo.

Molto spesso però i tecnici non sono imprenditori, e non hanno nemmeno loro ben chiaro quali dati possono essere davvero utili e quali, invece, non contano.

Il mio consiglio è tanto semplice quanto banale. Come imprenditore e creatore del tuo funnel, sai già quali sono i dati che ti interessa sapere. Quindi a monte decidi i valori che vuoi avere periodicamente in un report, e fai questa richiesta al tuo tecnico.

Solo così potrai avere sempre sotto controllo la situazione, e se necessario intervenire con delle azioni correttive in maniera mirata, cioè dove si creano i “colli di bottiglia” all’interno del funnel stesso.

A questo scopo esiste un tool gratuito fornito da Google, che si chiama Looker Studio.

Cos’è Google Looker Studio?

Looker Studio è lo strumento fondamentale per avere sempre una panoramica chiara dei risultati delle tue campagne.

Cerco di semplificare il più possibile il concetto perché anche a me, nonostante lavori fianco a fianco degli imprenditori e so di dover essere sempre chiaro, capita di farmi prendere dai tecnicismi.

In breve, si tratta di uno strumento che ti permette di creare dei report personalizzati, creati su misura per te e su quello che è il tuo business.

Come molti dei servizi di Google, anche Looker Studio è accessibile gratuitamente attraverso un tuo account di “Gmail”.

Quasi sicuramente hai un indirizzo Gmail personale, però lascia che ti dia un consiglio spassionato: dimentica il tuo account privato e creane uno aziendale,
cioè un account Gmail dedicato solo a questo tipo di servizi.

Dunque, una volta fatto l’accesso al tuo account Gmail, o quello che hai scelto di usare per gestire tutti i servizi di Google, ti basterà andare all’indirizzo https://datastudio.google.com/ per iniziare subito a usarlo.

Se non hai dimestichezza con gli strumenti informatici, fatti aiutare da un tecnico. Non è un tuo dovere conoscere ogni tool offerto da Google; tu sei l’imprenditore ed è importante poter gestire i dati. Quindi, se per raggiungere il risultato desiderato e avere i report che ti servono hai bisogno di una mano, non esitare a farti aiutare.

Anzi, in questo modo anche il tecnico capirà meglio di cosa hai bisogno.

Una volta all’interno del Looker Studio, la prima cosa da fare è aggiungere le “sorgenti” di dati che vuoi usare nel tuo report.

Potresti iniziare importando i dati di Google Analytics del tuo sito web. In questo modo le infinite tabelle di Analytics saranno solo un brutto ricordo, e tu potrai leggere solo i dati che ti interessano davvero.

Ad esempio, potresti voler mettere in evidenza il numero di visitatori alla tua landing page in un arco temporale preciso, i lead acquisiti e la percentuale di conversione relativa.

Hai un e-commerce? Puoi conoscere il numero esatto degli acquisti che vengono fatti sul sito, la percentuale di conversione rispetto alla visualizzazione delle schede prodotto, e così via.

Ma i vantaggi di Looker Studio non sono finiti, siamo solo all’antipasto.

Infatti, tra le sorgenti di dati che puoi aggiungere al tuo report ci sono diverse voci gratuite fornite proprio da Google stesso, oltre ad alcune a pagamento, ma il costo vale l’investimento.

In questo modo potrai aggiungere fonti diverse allo stesso report. Incrociare i dati di sorgenti diverse, infatti, ti permette di avere una panoramica dello stato delle tue campagne sicuramente più chiaro e ampio.

Ti faccio un esempio classico.

Supponiamo che tu voglia avere questi dati:

  • il numero dei lead generati;
  • il costo necessario per acquisirli,
  • il dettaglio per ogni piattaforma.

Per noi del team Snyffo sono i dati basilari dei nostri report, quelli che noi consideriamo “standard”, e li otteniamo grazie ai dati di Analytics (dal sito web), dalle campagne di Google Ads e dalle campagne del circuito Meta, che comprende Facebook, Instagram e altri canali minori.
Incrociando le fonti, potrai trovare facilmente risposta alle tue domande sullo stato della campagna.

Un report così strutturato ti può indicare, ad esempio, che in una settimana le tue campagne hanno generato 100 nuovi lead, spendendo in totale 100 €, di cui 40 su Meta (con 55 lead generati) e 60 su Google (con 45 lead generati).

Ti sarà facile capire che ogni lead ti è costato in media 1 €, ma che su Meta ti è costato poco più di 70 centesimi, mentre su Google il costo è poco più di 1,30 €.

Queste cifre ti sono utili per capire come allocare il budget per il prossimo periodo?
Forse. O forse no.

In questo esempio la panoramica non è completa. Infatti, non è dato sapere quanti lead si sono trasformati in clienti paganti, né quanto hanno speso.

Senza questa informazione rischieresti di destinare il prossimo budget in modo impreciso.

Tieni sempre presente che le piattaforme lavorano in sinergia nella tua strategia: il lead che entra in contatto con i tuoi materiali di marketing statisticamente deve farlo per almeno altre 20/30 volte prima di arrivare alla conversione, e questo dovrà avvenire su piattaforme diverse. Il tuo compito di imprenditore è dare la giusta spinta distribuendo il budget in maniera equilibrata.
Come prendere le decisioni? Leggendo i report.

Ma la vera potenzialità di Looker Studio è quella di poter incrociare sia i dati delle campagne online che di quelle offline, e sai quanto sia importante che questi due flussi lavorino contemporaneamente nell’acquisizione clienti.

Anzi, a essere sincero, ti ho appena svelato il modo migliore di usare Looker Studio: unire i dati forniti dal web con quelli delle interazioni che hai avuto incontrando i clienti di persona.

Oltre a interfacciarsi con le piattaforme online, Looker Studio permette di integrare i dati “offline” usando i dati del tuo CRM, o anche con un banale foglio di calcolo di Google Drive (molto simile a un foglio Excel).

Solo così hai la possibilità di aggiungere dettagli importanti al tuo report, e completare le informazioni a tua disposizione per sapere:

quanti prospect (persone che hanno attivamente interagito con i tuoi materiali, magari richiedendo il prodotto di front end) sono stati generati in relazione ai lead;
quanti clienti sono stati chiusi in relazione ai prospect contattati;
quanto hanno speso;
le relative percentuali di conversione.

Puoi calcolare persino il ROAS delle tue campagne, per valutare a colpo d’occhio se sono in guadagno o in perdita.

I vantaggi di Looker Studio però non sono ancora finiti. Raccogliendo dati in maniera costante, e creando report periodici, potrai avere il confronto percentuale rispetto al periodo precedente. Ecco un esempio:

incasso settimanale: 4.500 € (+16% rispetto alla settimana precedente).

Sei un tipo visuale, che preferisce grafici a colori per avere l’idea del trend? Nessun problema: Looker Studio consente di creare grafici visuali che ti aiuteranno a monitorare il trend, l’andamento dei tuoi KPI e intervenire tempestivamente non appena noti un “calo” nella curva.

In Metodo Merenda non smettiamo mai di parlarti dell’importanza di tenere sotto controllo i numeri e i dati, perché questa è la base del lavoro dell’imprenditore che vuole costruire un’azienda forte e sana.

Un report creato su misura per il tuo business e per i KPI che desideri tenere sotto controllo è fondamentale.

Prima di salutarti e di darti appuntamento al prossimo mese con un nuovo articolo dedicato alla marketing automation, permettimi di ricordarti una cosa: non è necessario che tu sappia usare “fisicamente” lo strumento; quello che conta è che tu abbia ben chiaro cosa può fare, così da poter richiedere ai tuoi tecnici dati realistici e veritieri.

Poi, se vuoi cominciare a “mettere le mani in pasta”, ma non sai da che parte cominciare… allora vai qui 

 

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