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“Se mi lasciate nudo nel deserto, tra un anno sono di nuovo ricco come oggi”

Questa “perla” l’ho pronunciata dal palco qualche anno fa nel tentativo di riassumere il valore della conoscenza per poter creare business.

Nello specifico volevo dare risalto all’importanza di apprendere le competenze di marketing, che sono il vero patrimonio di un imprenditore, anche se al momento non tutti hanno colto la serietà della frase.

Il concetto è che se sei un bravo imprenditore, completamente formato, non dovresti avere paura ad affrontare la “prova del 9”: mollare tutto e ricominciare da capo.

Ovviamente non vale solo per gli imprenditori, ma per qualunque mestiere.
Se sei davvero padrone delle competenze nel tuo ambito professionale, non dovresti avere timore nel ricominciare da zero, magari anche spinto dall’idea che puoi fare meglio di prima.

Avrai certamente visto il film “Il Gladiatore”: è la storia di Massimo Decimo Meridio, generale romano esiliato e reso schiavo che, nonostante queste difficoltà iniziali, riuscirà grazie alle sue competenze ad arruolare e addestrare altre persone, fino ad avere sotto di sé un nuovo esercito di guerrieri da condurre nelle sue battaglie.

Ecco, allo stesso modo se sei un bravo imprenditore e possiedi le giuste competenze, non avrai difficoltà a creare nuove aziende migliori e più performanti di prima.

Questo vale anche per il miglior pizzaiolo, avvocato, bagnino o qualunque altra cosa ti venga in mente: chi conosce il proprio mestiere non ha paura di mollare tutto, perché sa che troverà facilmente un’altra opportunità di lavoro.

La miglior garanzia per il tuo futuro non è ciò che hai creato, ma consiste nell’essere davvero bravo in ciò che fai e nel contenuto del tuo “pacchetto” di conoscenze.

Su questo concetto apro una parentesi.
Ci sono migliaia di piccole attività che sono in difficoltà e arrivano a chiudere bottega nonostante siano guidate da persone brave in quello che fanno.

Se fai una piccola analisi di quelle che conosci, scoprirai che la maggior parte delle aziende in crisi fa parte di un’enorme massa di imprese guidate da un bravo tecnico specializzato, ma non da un imprenditore esperto.

Ad esempio, se parliamo di ristorazione puoi pensare ai ristoranti che sono stati avviati da cuochi rinomati, o puoi pensare agli studi medici aperti da eccellenti dottori, o ai centri estetici guidati da bravissime operatrici e così via.

Sono queste le attività che rischiano di più, e non perché i loro prodotti o servizi siano pessimi (anzi, di solito sono ottimi), ma perché chi guida queste aziende non è un imprenditore fatto e finito.
Sicuramente sono persone con una marcia in più rispetto alla media dei loro colleghi “operai”, ma non possiedono ancora tutte le competenze imprenditoriali per gestire correttamente e in maniera profittevole il proprio business.

Per usare l’esempio del Gladiatore, immagina che a essere esiliato e reso schiavo fosse stato un semplice soldato: sarebbe stato altamente improbabile per lui riuscire a farsi seguire e a emergere come condottiero.

Nel mondo del business contemporaneo (e sottolineo contemporaneo, perché nel secolo scorso il panorama delle imprese italiane era diverso) è altamente improbabile che il bravo pizzaiolo abbia le competenze per rendere profittevole e vincente una pizzeria, o quello bravo a fare il gelato apra una catena di gelaterie, e la stessa cosa vale per un meccanico che apre un’officina o qualunque altro mestiere ti venga in mente.

Essere un buon professionista non significa automaticamente essere un bravo imprenditore che sa costruire aziende.

Anche se conosci bene il settore commerciale in cui operi perché ci lavori da anni, le competenze che devi possedere sono differenti. Ad esempio, l’imprenditore della ristorazione possiede competenze diverse da quelle del cuoco, come quelle di un generale sono diverse da quelle del soldato.

Questo non significa che un ristoratore non sappia cucinare o che il generale non sia abile con la spada, ma non è sempre vero il contrario.

Adesso affrontiamo insieme la realtà.
Se hai un’azienda so per certo che la tua formazione scolastica tradizionale non ti ha preparato a fare l’imprenditore, perché in Italia non esiste nessuna scuola che insegni a farlo.

Al massimo puoi aver studiato per diventare un manager, che non è comunque la persona destinata a mettere in piedi l’azienda ma un dipendente chiamato dall’imprenditore a dirigere qualcosa che già esiste.

Quindi, se hai delle competenze imprenditoriali è perché le hai apprese in un altro modo.

Le strade per imparare la “via dell’imprenditore” sono 3, e da qui non si scappa:

sei stato vicino ad altri imprenditori che ti hanno “passato” il mestiere, proprio come succede coi garzoni nelle botteghe;
hai aperto la partita iva e sei andato per tentativi. Provando, sbagliando e a volte facendo bene, hai imparato cosa funziona o non funziona per la tua attività;
hai studiato per conto tuo fino a quando hai deciso di mettere in pratica ciò che hai imparato e ti sei trovato alla situazione del punto “2”, ma commettendo meno errori e facendo più cose buone.

La realtà è che in Italia sono davvero poche le persone che possiedono tutte le competenze imprenditoriali.
Nella quasi totalità dei casi, nel momento in cui le persone coraggiose hanno messo in piedi l’azienda si sono trasformate in imprenditori senza però essere in possesso del “pacchetto completo” di conoscenze lato business.

Le aziende che oggi sono in salute sono guidate da imprenditori che hanno recuperato le informazioni mancanti “in corsa” tramite l’esperienza diretta, lavorando e anche facendo errori che hanno pagato in prima persona.
In alternativa, possono averle prese in prestito da un collaboratore o da un socio che lavora con loro, oppure hanno deciso di intraprendere un percorso di studi alternativo alla classica scuola.

L’ovvietà del quadro che hai davanti è che se possiedi un’azienda in salute e non hai ancora recuperato tutte le conoscenze imprenditoriali rischi di essere scavalcato in fretta dal primo rivale più istruito che si metterà a farti concorrenza.

Se invece, oltre a non essere completo come imprenditore, non sei ancora arrivato a essere leader di categoria, è probabile che non ci riuscirai mai.
La tua azienda è destinata a vagare nel “mondo di mezzo”, in balia delle crisi e subendo le iniziative della concorrenza.

Più di 10 anni fa questo quadro allarmante delle imprese italiane ha fatto scoppiare la scintilla che ha dato vita a Metodo Merenda.

L’obiettivo dei miei corsi, e di ogni materiale di studio che propongo a qualunque livello, è quello di fornire il tassello mancante alla formazione di ogni imprenditore.

La differenza tra una scuola e Metodo Merenda è che io nasco e sono tuttora un imprenditore, e i corsi sono tenuti oltre che da me, dai miei collaboratori, i massimi esperti nella loro materia.
Soprattutto, nessuno di noi è un teorico accademico, ma insegniamo tutto quello che quotidianamente mettiamo in pratica nelle nostre aziende e che dimostra di portare dei risultati concreti.

Quindi, potresti far parte di coloro che guidano la propria azienda e non hanno ancora tutte le conoscenze imprenditoriali, e puoi riempire i tuoi “buchi culturali” frequentando il corso specifico per la tua esigenza.

Oppure, potresti essere tra coloro che riescono a far sopravvivere la propria attività nonostante nessuna conoscenza di marketing e vendita professionale.
In questo caso sei come un sacco vuoto che deve essere riempito di informazioni, e ti aspetta un periodo di studio più lungo, ma certamente meno faticoso e più utile rispetto ai salti mortali che stai facendo adesso per tenere a galla l’azienda.

La cosa fondamentale è ragionare sulla tua particolare situazione per decidere come agire, senza perdere tempo e cercando di essere il più possibile concreto.
Non è saggio iniziare il tuo percorso di studi “a sentimento”, al contrario è bene impostare un piano di formazione intelligente.

La domanda quindi è: da dove partire?

Un soldato deve partire dall’uso della spada, ma tu che sei un imprenditore devi iniziare da una materia di studio che possa farti apprendere velocemente i concetti base del marketing che funziona, e al contempo può darti un immediato ritorno economico: il copywriting.

Il copy si occupa di mettere a terra e rendere concreti i concetti teorici di marketing, è il “linguaggio macchina” che lo fa funzionare e ti permette di ottenere un aumento rapido dei numeri di vendita.

Con l’occhio del copywriter puoi valutare lo stato delle tue attuali campagne di marketing, puoi correggerle immediatamente e creare materiali nuovi di zecca più performanti. Allo stesso tempo ti addestra alla vendita professionale.

Certo, diventare un buon copywriter non è sufficiente per essere un buon capitano d’azienda, ma è l’accesso più rapido e vantaggioso per intraprendere la strada che porta a diventare un imprenditore completo.

Se non vedi l’ora di fare sul serio e portare a casa i primi trofei di guerra, ti aspetto al prossimo corso SCRiVENDA, per imparare il copy originale di Frank Merenda.

Per riservare il tuo posto, vai su qui

Rock ‘n’ Roll!

Frank

 

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